Archivi febbraio 2015

Quando diciamo “mio”

fraternità

Mini riflessione sul pronome possessivo “mio”.
Non posso considerare qualcosa come “mio”, totalmente ed esclusivamente “mio”.
Infatti tutto ciò che siamo, abbiamo, sappiamo, ecc. l’abbiamo in gran parte ricevuto. Nulla è tutto “nostro”.
Ha ragione san Paolo quando dice: «chi ti distingue dagli altri? E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l’avessi ricevuto?».
L’atteggiamento giusto allora è: ringraziare e condividere.

Quaresima

fiore nel deserto

In molti evoca qualcosa di tetro da rimuovere dalla mente. Per tanti questo nome non dice nulla.
Ma al di là del nome si tratta di un tempo in cui siamo stimolati acambiare un poco noi stessi. Non si tratta di fare “penitenze” che possono diventare un qualcosa di formale e di esteriore, ma di convertire il cuore.
È diverso. Ed è l’avventura di tutta la vita.

La morte non è una nemica

Grazie alla vita

A. Paoli

Arturo Paoli ha detto: «Se Dio mi desse la possibilità di cambiare qualcosa nella mia vita, una vita lunga, io non cambierei nulla: direi no, va tutto bene così come è stato». È bella questa valutazione di sé: serena e obiettiva. Continua