A quando la pace?

Peace

“Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano. Invece no! La preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né rassegnarci a che la violenza e l’odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione”. Così ha detto papa Francesco rispondendo a chi ritiene un fallimento l’evento dell’8 giugno, giorno di preghiera per la pace in Terrasanta, indetto dallo stesso papa, presenti i capi di Israele e Palestina.

La preghiera non è un atto magico. Non ha lo scopo di cambiare la volontà di Dio (che è dispostissima alla pace) ma di sensibilizzare l’uomo a cui è affidata la responsabilità dell’agire concreto.

Tocca alle parti interessate nel conflitto decidere se continuare a far prevalere l’odio e la vendetta oppure orientarsi verso cammini di dialogo e di pacificazione. E tocca anche alla Comunità internazionale lavorare per la pace ma, a quanto risulta, si mostra invece incapace (o non interessata…) a fermare le ostilità. E intanto i bambini continuano a morire…

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