La morte non è la fine della vita

Reyhaneh J

Reyhaneh Jabbari, impiccata a 26 anni in Iran per aver ucciso il suo stupratore, dopo essere stata per sette lunghi anni rinchiusa nell’inferno delle prigioni di Theran. Il suo ultimo audio messaggio è stato reso pubblico grazie all’impegno degli attivisti del Consiglio Nazionale di Resistenza iraniano.
È il suo testamento spirituale diretto alla madre ed è carico di una lucida drammaticità. Non c’è odio nelle parole profondamente religiose di questa ragazza quando afferma che quando sarà davanti a Dio si ergerà ad accusare i suoi aguzzini e chiederà giustizia. C’è l’essenza di quanto ha maturato nella sua eroica esperienza sino a dire alla madre: “Non vacillare di fronte al destino e non ti lamentare. Sai bene che la morte non è la fine della vita”.

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