Occorre “Un supplemento d’anima”

Scrive don Ciotti: «Abbiamo bisogno di “un supplemento d’anima”, che risvegli la passione per la bellezza dell’esistere, l’amore totalmente gratuito per l’altro…».

Per mettere al primo posto l’essere umano con i suoi diritti e ostacolare la logica nefasta del profitto che mette al primo posto il denaro, occorre rabbia e coraggio: rabbia per vedere come vanno le cose e coraggio per volerle cambiare.

6 commenti

  1. Lori scrive:

    Conosco bene don Ciotti e lo stimo e apprezzo la sua missione tra i giovani.
    Lui dice:<>.
    Sì, in questo povero mondo abbiamo tutti un gran bisogno di rivedere con umiltà e intelligenza la vera situazione della nostra anima e non possiamo non capire che dobbiamo aprire la nostra vita a Gesù, al Medico Sapiente e Paziente che ci visita e ci cura col Suo amore infinito di Salvatore dell’uomo e del mondo.
    Don Ciotti dice pure che per “mettere al primo posto l’essere umano con i suoi diritti e ostacolare la logica nefasta del profitto che mette al primo posto il denaro, occorre rabbia e coraggio: rabbia per vedere come vanno le cose e coraggio per volerle cambiare”. Condivido tutto eccetto il termine “rabbia”.
    Provo a chiarire.
    In questo periodo delle persone pare abbiano un solo obiettivo nella loro vita:
    farmi soffrire.
    Quante volte finora avrei voluto alzare con rabbia la voce con loro !
    Non l’ho fatto e mi sono limitata a soffrire e la sofferenza è stata lancinante.
    Ma ad un certo momento Gesù mi ha fatto capire che stare sulla croce con Lui in fondo non dovrebbe essere così tanto male, sapendo che la nostra sofferenza unita alla Sua può essere salvezza sia nostra che di chi ci fa soffrire.
    Bene, da quando Gesù mi ha fatto capire questo la mia sofferenza non è più lancinante e le persone da cui mi viene la sofferenza pare stiano migliorando.

    Un affettuoso saluto al caro don Ciotti e a tutti gli operatori del Blog di Informacristo. Lori

    • Fiorella scrive:

      Don Ciotti, nel video, quando parla di “rabbia e coraggio” cita una frase di S. Agostino il quale scrive: “la speranza ha due bei figli: la rabbia e il coraggio. La rabbia nel vedere come vanno le cose e il coraggio di intravedere come potrebbero andare”. Penso che quando si tratta di ingiustizie che coinvolgono altre persone, sia giusto provare indignazione, rabbia appunto, sono la molla che fa scattare il coraggio per intervenire e cercare, come possiamo, di fare la nostra parte a favore della giustizia. Anche Gesù si è spesso indignato, “arrabbiato”, è sempre stato coerente e ha sempre denunciato il male e ogni forma di egoismo. Ha cercato di vincerlo con il bene, con l’amore.
      E quando qualcuno ci fa del male? Credo sarebbe giusto dire a questa persona che stiamo soffrendo a causa sua, ma che comunque noi non vogliamo “reagire” allo stesso modo. Siamo disposti a riconoscere che, forse senza volerlo, abbiamo provocato questa situazione, in questo caso chiediamo scusa. Esprimere con calma, i nostri sentimenti, non è facile. Bisogna imparare poco alla volta ad eliminare i sentimenti negativi che si annidano in noi e a non farci coinvolgere emotivamente. Quindi la prima cosa da fare è cercare di cambiare noi. È ciò che tu hai fatto, quando scrivi: “… da quando Gesù mi ha fatto capire questo la mia sofferenza non è più lancinante e le persone da cui mi viene la sofferenza pare stiano migliorando”. Ad un certo punto tu hai smesso di “puntare il dito” contro quelle persone che e hai smesso di essere incentrata sulle sofferenze che esse ti provocavano. Hai capito il valore della sofferenza unita a quella di Gesù e sei nella pace. Bellissimo.
      Grazie Lori di questa tua testimonianza.
      Un caro saluto e… buon cammino!
      Fiorella

      • Lori scrive:

        Cara Fiorella, grazie per la tua saggia risposta.
        Non ho visto il video in cui don Ciotti cita la frase di Sant’Agostino e non conoscevo neppure la frase stessa.
        So piuttosto bene però, come penso sappiamo tutti, com’è inteso il termine “rabbia” purtroppo da tanti nostri giovani.
        Per loro “rabbia” non è proprio santa indignazione!
        Non ti pare?
        E’ proprio pensando a loro che ho detto di non condividerlo.
        Per quanto invece riguarda la sofferenza che il Signore permette per la nostra crescita in Lui, a volte, come nel mio caso, è potenziata direi all’ennesima potenza soltanto dall’impossibilità di parlare e chiarire con le persone interessate per evitare danni peggiori.
        E allora penso resti soltanto un conforto, quello di sentirsi sulla croce con Gesù.
        E’ vero, anche Gesù si è indignato varie volte nei Suoi tre anni di evangelizzazione. Non però sulla croce!
        E allora, stando con Lui sulla croce la nostra attenzione è soprattutto per Lui che soffre con noi e non pensiamo , o pensiamo meno a chi ci fa soffrire.
        Cara Fiorella, spero di aver chiarito almeno un po’ e spero di imparare bene a pensare soltanto alla sofferenza di Gesù di fronte alla triste visione di questo nostro povero mondo e alla sofferenza di tantissini fratelli immersi nel buio del dolore morale, spirituale e magari anche fisico.

        Con affetto in Gesù e nella Sua e nostra Madre. Lori

        • Fiorella scrive:

          Ti ringrazio Lori per aver precisato il tuo pensiero. Sono d’accordo con te. Gesù ci ha mostrato che possiamo vivere ogni stuazione, anche la più difficile e dolorosa con amore. Amare al punto da “portare il male”, cioè da introdurre dinamiche di bene capaci di vincere il male. Questo è il compito specifico di ogni credente in Gesù Cristo. Un cammino che non finirà finché saremo su questa terra.
          Un caro saluto anche a te!
          Fiorella

          • Lori scrive:

            Fiorella, ringrazio te che mi hai sollecitata a chiarire e a scoprire che siamo dalla stessa parte, dalla parte di Gesù.
            E non possiamo non ringraziare lo stesso Gesù che ci ha fatte incontrare.
            Non importa se solo virtualmente!
            Col Suo aiuto possiamo certamente trovarci insieme nel Suo Cuore, meglio, nel Cuore Trinitario, ad amare adorare lodare ringraziare…il Padre, Gesù, lo Spirito Santo a nome nostro, dei nostri cari, di coloro che ci fanno soffrire, della Chiesa, dell’intera umanità.
            Di nuovo grazie. Lori

  2. Lori scrive:

    Finalmente sono riuscita a scrivere qualcosa. Grazie a Dio

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