Perdonare il tradimento è come risorgere

Massimo Recalcati

Lo psicanalista Massimo Recalcati nel suo intervento a Biennale Democrazia presenta una nuova versione della fedeltà.
«In passato, la parola fedeltà poteva equivalere a rinuncia, ed era facile considerare moralistica questa visione. Ora però siamo passati all’estremo opposto come se solo nel nuovo ci fosse salvezza. E questo ci fa cadere nella stessa insoddisfazione. Invece la fedeltà nell’amore di coppia, tra genitori e figli, tra allievi e maestro o verso un luogo o un autore è fatta di “ancora”, della voglia che si ripeta l’incontro, del fatto che nello stesso corpo, per esempio, sia possibile trovare sempre qualcosa di nuovo grazie alla magia dell’amore». E circa il  perdono al tradimento di questa fedeltà, Recalcati afferma che nel rapporto amoroso il tradimento rappresenta la morte. Ma perdonare il tradimento significa non solo ridare vita all’amore, ma anche ammettere che la nostra storia non è più la stessa di prima, pur essendo ancora viva. E porta come esempio l’arte giapponese di riparare vasi di grande pregio non nascondendo le crepe formate dalle rotture, ma al contrario intervenendo proprio su quelle con materiali preziosi, rendendo così la riparazione una nuova ed integrante parte dell’oggetto. Se in una coppia si può ammettere che il tradimento c’è stato, ma che l’amore può ugualmente continuare, come prima, anche la colpa può essere superata.

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